@@@ 08 IL FOLLE MOMENTO DI GEMY

I giorni mi prudono, infiltrandosi nel quieto spazio euclideo:
né caldo, né fresco, Martedì è un Lunedì distratto, un Venerdì diffidente.
Quattro battenti verdi, solidi guardiani dell'entropia,
tradiscono il bagliore arrogante delle cinque,
l'ansia vigila sugli uccelli molesti,
ma il sonno mi irrompe comunque alle spalle;

sulle mura voi proiettati in un moto inquieto,
producete innocui arabeschi, conformazioni talvolta interessanti:
dalla più effimera delle fantasmagorie distillerò,
tuttavia soltanto stizza gaudente.
Inerzia pneumatica poi, puntuali stime semi-esatte sull'ora.

Uno starnuto della Volontà ordina ai quattro solerti guardiani di aprirsi;
la luce mi schiaccia la schiena, mi annoda i capelli;
inerzia sfiatata (a scadenza?)

COMMENTO:
Per dei momenti durante il trascorrere di una notte, anche il compagno Gemy ha percepito dentro di lui una pura Follia che lo ha spinto all'azione creandogli dentro il bisogno di scrivere ciò che stava percependo in quei momenti intorno a lui; una notte insonne lo ha così portato a comporre spontaneamente questi versi disordinati ad una prima lettura perché nati dal subconscio notturno che rivela le più nascoste verità celate nel fondo dell'animo di ognuno; ora scendiamo però nel particolare per capire cosa la Follia abbia fatto scrivere al nostro caro amico Gemy facendogli rompere il sonno in una Primavera del 2008: la prima frase di apertura sembra sottolineare come le giornate"prudono", e quindi agiscono fisicamente su di lui in modo repentino a tal punto che il tempo lo incalza freneticamente creandogli "prudore" attraverso uno stato di fastidio fisico e in questa condizione i giorni si infiltrano nel "quieto spazio euclideo", in una dimensione ignota nella quale Gemy modo cerca di trovarne delle certezze che il proprio sub-coscio desidera fortemente perchè immerso in uno stato di inquietudine dopo aver trovato un mondo che non è caratterizzato né da caldo né da freddo e in cui i giorni stessi sono definiti dentro di lui con delle "personificazioni" (Martedì e Lunedì distratto, un Venerdì diffidente): è il sonno che sta dettando le nuove e momentanee leggi della sua vita iniziandogli a costruire intorno un'esistenza parallela e basata solo sulle proprie leggi oniriche; i giorni medesimi assumono così dei tratti umani che evidenziano lo stato sognante di Gemy: egli in questo stato prova infine a sprofondare nel sonno cercando di scappare da questa momentanea situazione onirica dove dice confusamente che "sulle mura voi proiettati in moto inquieto"sottolineando le sue fantasticherie del sogno che lo stanno riempiendo nelle quali non si sente solo ma intorno a lui sono presenti delle visioni di ombre prodotte dalla luce lunare che producono delle strane"conformazioni talvolta interessanti"riempiendolo di curiosità nell'accostare quelle immagini a figure reali simili; da questa cosapevolezza però poi nascerà solamente una chiara certezza: Gemy anche dalla più breve ed evanescente ("effimera") di queste sue fantastiche visioni ("fantasmagorie"), produrrà tuttavia solamente esplosioni di momentanea ironia ("distillerò tuttavia soltanto stizza gaudente") talmente strane e particolari che rappresentano solamente dele figure disegnate dalla luce nell'ombra. Infine nella parte conclusiva Gemy avverte l'alba avvicinarsi e nella sua confusione dettata dal sonno e dalla notte tormentata, in testa incominciano ad crearsi delle "puntuali stime semi-esatte sul'ora": ecco la consapevolezza che l'alba di un giorno nuovo è molto vicina: simbolo del cambiamento.. Gli ultimi versi chiudono la strofa evidenziandola marcatamente con un senso di stupore e di completo distacco dalla notte tempestosa passata: nasce l'alba che gli "schiaccia la schiena" e gli "annoda i capelli" raggiungendo nell'ultimo verso la propria consapevolezza di essere arrivato "all'inerzia sfiatata" alla fine del sonno visualizzata con una mancanza di forze ed energie per la tempestosa notte che non ha più senso esistere ma che però genera nella mente di Gemy una domanda posta tra parentesi per evidenziarne la paura della sua veridicità: avrà mai fine questa situazione di inerzia generata dalla paura di vedere come realmente agisce la vita oppure tutto questo non avrà una scadenza?

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