@@@ 03 STROFA POETICA GEMY

I giorni mi prudono, infiltrandosi nel quieto spazio euclideo;
né caldo, né freddo, Martedì è un Lunedì distratto, un venerdì diffidente.
Quattro battenti verdi, solidi guardiani dell'entropia,

tradiscono il bagliore arrogante delle cinque,

l'ansia vigila sugli uccelli molesti,
ma il sonno mi irrompe comunque, alle spalle;

sulle mura voi proiettati in un moto inquieto,
producete innocui arabeschi, conformazioni talvolta interessanti:
dalla più effimera delle fantasmagorie distillerò,
tuttavia, soltanto stizza gaudente.

Inerzia pneumatica poi, puntuali stime semi-esatte sull'ora.
Uno starnuto della volontà ordina ai quattro solerti guardiani di aprirsi;
la luce mi schiaccia la schiena, mi annoda i capelli;
inerzia sfiatata (a scadenza?)

COMMENTO:
Ecco come il suo fedele compagno di strofe poetiche Gemy una notte svegliatosi all'improvviso in piena notte, si è chiuso in se stesso in uno stato di inconsapevole ma profonda riflessione ("una Folle riflessione"), percependo in questa maniera il proprio stato d'animo attraverso cui si è sentito in uno stato di pressione mentale per il passare incontrastato del tempo ("i giorni mi prudono") ma se pur immerso in questo scorrere rapido del tempo, Gemy cerca di trovare delle certezze collocandosi in uno spazio matematico e scientifico dentro di lui evidenziato dalla parola "Euclideo": ecco che con delle metafore Gemy raggiunge poi un suo proprio interiore mondo governato solamente dalla sua ispirazione e dalla ricerca di punti fermi e rassicuranti durante il proprio agire onirico; la notte continua così ad andare avanti ma diversamente dalla normale prospettiva umana: "nè caldo, nè freddo, Martredì è un Lunedì distratto, un venerdì diffidente"; Gemy sente che c'è dentro di lui qualcosa di diverso e i versi successivi continuano a creare un proprio personale stato di preoccupazione e di allarme: "quattro battenti verdi, solidi guardiani dell'entropia, tradiscono il bagliore arrogante delle cinque, l'ansia vigila sugli uccelli molesti"; Gemy sviscera però subito via immediatamente tutti questi suoi mentali allarmi con una presunta e desiderata consapevolezza di un presente mai voluto: "ma il sonno mi irrompe comunque, alle spalle;" ecco infine allora Gemy aprire le porte di un mondo sognante e tanto desiderato al momento in cui nasce la consapevolezza che "sulle mura voi proiettati in un moto inquieto, producete innocui arabeschi, conformazioni talvolta interessanti": inizia ad apparirgli d'innanzi un mondo intriso nella sua fantasia ma che termina con una propria profonda consapevolezza: "dalla più effimera delle fantasmagorie distillerò, tuttavia, soltanto stizza gaudente"; questa è la chiave dell'avvertimento poetico notturno segnata nei sogni di Gemy: non fantasticare perchè dalla più delineata delle tue fantasie potrai solamente ricevere delle "stizza gaudente", solamente un esplosivo momento di gioia che subito svanirà.
Nella parte finale infine si delinea in Gemy l'accorgersi che ormai l'alba è vicina e allora è bene che il suo stato di inerzia si metta in moto perchè c'è il nascere di un nuovo giorno che lo porterà a scoprire delle "puntuali stime semi-esatte sull'ora": la sveglia segna l'orario mattiniero: dalla fase sognante si passa alla consapevolezza che ormai è giorno e la volontà di Gemy automaticamente come uno starnuto, "ordina ai quattro solerti guardiani di aprirsi" (di aprire le finestre per dare inizio ad un nuovo giorno) e subito inizia ad apparire come per magia l'alba..
Ora nella fase finale della strofa, entra in gioco la vita che rinasce ogni mattina con il sole che proietta i suoi raggi luminosi i quali creano un raggio di luce che "schiaccia la schiena" di Gemy e gli "annoda i capelli" come contrasto dalla notte sognante molto tormentata e attiva.
Nel suo risveglio dopo "una tempesta sognante della notte", una nuova consapevolezza gli si presenta di fronte: "inerzia sfiatata", uno stato di "fastidiosa immobilità" difficile da accettare perché improvvisa e mai fino in fondo voluta, gli si prostra d'innanzi; ecco in conclusione la domanda tra parentesi come sintomo di una speranza futura che gli fa pensare "(a scadenza?)", come se Gemy si chiedesse se questo suo stato notturno possa durare solamente per un intervallo di tempo finendo ad esempio al risveglio oppure no...

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