LA PURA FOLLIA (rivisto il 16/10/2018 per l'ultima volta)

La parola follia su qualsiasi dizionario è definita come una condizione psichica che identifica una
mancanza di adattamento che l’uomo “folle” esibisce nei confronti dell'ambiente
di vita. Quindi la società ritiene “folle” colui che si ribella agli schemi di vita proposti per
la / alla massa, decidendo di RISCHIARE e di VIVERE SECONDO I PROPRI SCHEMI. E' proprio in base a questo, che prende inizio la RICERCA INTERIORE di Federico attraverso Reeko, nei meandri ancor parzialmente esplorati del proprio inconscio. Ma ciò che per una persona è PURA FOLLIA, per un’altra potrebbe essere ritenuta normalità. Ma non sempre la follia (che da qui in poi Federico scriverà sempre con la lettera maiuscola pe sottolinearne l'importanza e l'impersonificazione vitale di chi concretamente agisce in n piano interiore dentro se stessi) in passato è da considerarsi come un qualcosa di negativo. Da ciò inizia il regime definitorio di quella schematizzazione e RIFLESSIONE INCONSCIA che attraverso questo sito web, ha iniziato a porre in essere Federico nelle sue vesti inconsce di Reeko; L'INCONTRO CON IL VERO DOLORE, è stato per lui la MOVENZA PRIMA che lo ha guidato e gli ha svelato frangenti e considerazioni definitorio-vitali pratiche, che in precedenza non erano mai state neppure immaginate o comunque mai prese in considerazione con l'importanza e la visione di quel momento; solamente ora, hanno condotto Federico ad agire nella maniera più corretta e sincera possible spianandogli la strada per un sentiero nuovo pienamente accessibile se pur condizionato dalle problematiche in lui presenti. Egli iniziò a scrivere facendo emergere dal proprio subconscio attraverso aspetti diretti ed immediati se una persona RIESCE A CAMBIARE PROSPETTIVA DI GIUDIZIO E VALUTAZIONE SU PERNI DI BASE NUOVI RISPETTO AI PRECEDENTI, in cui riesce a definire e considerare variandole le regole definitorie fino a quel momento usate nella normale routine d'azione; scoprì con questo ragionamento di fondo, idee nuove che già in passato incontrò per la prima volta quando venne catturato dal primo Amore giovanile per Raggio di Luna; era ancora diciassettenne all'epoca ma la sua prospettiva d'azione gli mostrò lati che ancora erano ignoti nel proprio vivere interore consueto. Ecco così iniziare inconsciamente una sua FOLLE MATURAZIONE che tuttavia non era stata mai definita in questo modo all'epoca; l'Amore sempre esaltato ed evidenziato con la lettera maiuscola, divenne così l'incipit primo; poi il tempo fece la sua parte, e dopo l'INCIDENTE STRADALE CHE EBBE, lo portò ad intravvedere quella parte nascosta che adesso ha caratterizzato UN NUOVO ALFABETO DI VITA utilizzato da Fede per riuscir a far emergere la propria parte interiore mostrata in una nuova ed innovativa visione che si basa su punti base differenti.


GLI ASPETTI E LE CARATTERISTICHE DI SUA MAESTA' FOLLIA

ETIMOLOGIA DELLA PAROLA FOLLIA
------> PPROFONDIMENTI SUL TERMINE FOLLIA

LA FOLLIA NEL PASSATO

FOLLIA E NORMALITA' CONSUETA

STORIE DI PURA FOLLIA

CHIAMALA "FOLLIA" E NON "PAZZIA"

IL FOLLE: LA GENESI

GENIO E FOLLIA
------> 
I FOLLI PERSONAGGI NELLA STORIA DELL'UMANITA'

Reeko, il Fede Evoluto, cercherà con le sue Strofe Poetiche raccolte in questo sito web, di definire nel migliore dei modi "sua maestà Follia" evidenziandone l'azione quotidiana che compie nella vita sotto tutti i suoi aspetti. Adesso nell'attuale 2017 a distanza di più di 15 anni dal'incidente che mi cambiò drasticamente da un punto di vista sia fisco nell'affrontare le difficoltà generate nella vita di tutti i giorni dove sono immerso in un diverso modo rispetto a prima, sia mentale per vedute e ragionamenti diversi a cui sono costretto dopo la mia FOLLE MATURAZIONE e conseguente concezione fisica diversa del reale che mi ha portato a dovermi spostare per sempre imprigionato su di una sedie a rotelle che condiziona irreparabilmente tutte le mie azioni, decisioni e attività di vario genere; ciò tuttavia ha determinato dentro di me un POETICO VIAGGIO INTERIORE che ha generato una nuova forma di equilibro personale, che trova la sua forza e suo mezzo d'azione nella NUOVA FORZA POETICA. Partendo così dal FOLLE RICORDO DI UN'ESISTENZA precedente e perfetta, io Federico, nelle Folli vesti di Reeko, ho trovato una maniera di espressione nuova che è riuscita a crearmi la nuova forma di equilibrio attuale: un equilibrio nuovo che si pone su di una perfezione formale piena: un EQUILIBRIO POETICO; questo ha determinato una maniera d'espressione e valutazione della vita stessa, profondamente diversa da prima; io Martinelli Federico mi sono così EVOLUTO POETICAMENTE su di un piano mentale rispetto a quello che ero una volta assumendo delle nuove e Folli vesti manifestate attraverso la FOLLE MATURAZIONE, dalla figura inconscia dI Reeko; sulla base di ciò, posso quindi dire di aver raggiunto adesso una NUOVA CONSAPEVOLEZZA che mi ha fatto scoprire LA POETICA FORZA INTERIORE che ha generato la mia personale EVOLUZIONE POETICA attraverso UN POETICO MODO DI VIVERE; LA FOLLE SCOPERTA DELLA MIA VERA INDOLE INCONSCIA, mi ha creato infatti una PRESA DI COSCIENZA NUOVA,  neppure mai immaginata una volta; adesso concepisco così ogni cosa attraverso una DIVERSITA' POETICA che mi permette di seguire il mio più personale VORTICOSO CAMMINO, attraverso una nuova via, la DIREZIONE POESIA che riesce a condurmi ad uno stato di FELICITA' INTERIORE CHE MI PORTA AD UN COMPLETAMENTO ULTIMO DI ME STESSO. Questa mi guida e mi ha permesso di svelare I MISTERI DELL'INCONSCIO attraverso un personale spirito di iniziativa che è sufficiente e completo per avviare una definizione esauriente a sua Maestà Follia. Per definizione prima "LA FOLLIA E' "ANDARE OLTRE" LE DIFFICOLTA' CHE L'UOMO INCONTRA NEL CAMMINO DELLA SUA VITA RIUSCENDO A CONCEPIRE QUESTE SOTTO DELLE BASI NUOVE DI GIUDIZIO E VALUTAZIONE ATTRAVERSO UN'ISTINTIVA PERSONALE INQUADRATURA CHE PERCEPIAMO DENTRO DI NOI".

Come si può fare però questo nella realtà della nostra vita? Federico in una continua analisi inconscia del proprio ego, ha trovato 3 EFFICACI STRUMENTI PER ANDARE AVANTI:

1. LE FORME IRONICHE DI VITA  
IMMERSE NELLA  VITA QUOTIDIANA CHE ATTRAVERSO LA RIMA
    POETICA RIESCE A TRASCENDERE IL PRESENTE ANCHE NEGLI ASPETTI PIU' NEGATIVI, NELLA
    NOSTRA TESTA COME PER EFFETTO DI UNA SORTA DI MAGIA CREATA ED ENFATIZZATA DALLO
    SPUNTO POETICO
.

2. L'INTERIORIZZAZIONE DEL FATTO CHE HA FIN DA GIOVANE HA PORTATO FEDERICO A RENDERE
    NEL SUO ANIMO INTERIORE ATTRAVERSO I MEZZI FISICI DI RICORDO PIU' VARI COME
    ATTACCANDO I RICORDI A DEI SUGHERI ALLA PARETE DEL MURO, DI NON FAR MAI MORIRE IL
    PASSATO MA DI POTERLO RIVIVERE IN OGNI MOMENTO CON UN SEMPLICE SGUARDO.

3.  RIUSCENDO A RICREARE UN SENSO DI PERFEZIONE PROPRIA NON PIU' ESISTENTE, PER MEZZO
     DI UN RIPRISTINO FORMALE ATTRAVERSO LA RIMA BACIATA CHE RIESCE A 
     A. RICREARE L'EQUILIBRIO MANCANTE SU DI UN PIANO INTELLETTIVO ATTRAVERSO LA RIMA
         BACIATA
 CHE RIESCE A 
         A1. GENERARE UN'INNOVATIVA CONCEZIONE DELL'ESSENZA CHE CREA UNA NUOVA FORMA
               DI QUIETE INTERIORE LA QUALE GENERA UNA NUOVA FORMA DI EQUILIBRIO, UN
                EQUILIBRIO POETICO
 
                E
         A2.  APRIRE LE PORTE AD UN'INNOVATIVA CONCEZIONE DELL'ESSENZA

Ciò implica una concreta possibilità che con essa ci si scosti dal comune e che ci si possa poi basare esclusivamente su dei nostri propri personali valori interiori o conoscenze generate dalla vita pratica che diventino fulcro di un'esperienza mentale nuova e in continuo
maturamento
o comunque la concreta evenienza che lo scorrere vitale possa essere valutato anche sotto dei punti di vista e prospettive differenti rispetto prima, i quali si basano su riferimenti innovativi e comunque su dei punti di partenza che si scostino dai normali cardini che fino ad ora sono stati utilizzati dall'uomo che si trova quotidianamente a doversi confrontare con la sua attività giornaliera in delle comuni vesti; da ciò ne deriva che viene a generarsi UNA
FELICITA’ INCONSCIA, UNA FELICITA' INTERIORE PER L'APPUNTO, CHE CI POSSA POI PORTARE VERSO UN NOSTRO PERSONALE COMPLETAMENTO ULTIMO
 che va a concretizzarsi in un senso di completezza interiore riuscendo a renderci l’animo saturo della propria essenza e spinto ad uno stato completamento personale che si viene in tale maniera a massimizzare e che in
una diversa maniera difficilmente si riuscirebbe a raggiungere un livello di compiutezza simile. La Follia è quindi un'ESPLOSIONE D'ISTANTI CHE SI PROTRAE DIVERSAMENTE IN AVANTI. Essa è UNA CONDIZIONE UMANA CHE SI NASCONDE DIETRO UNA REALTA' MASCHERATA CHE CI OFFRE UNA COSCIENZA PIU' CHIARA DEL PERCORSO CHE BISOGNA INTRAPRENDERE FACENDOCI ACCETTARE ATTRAVERSO UN PUNTO DI VISTA DIVERSO L'ORIGINE DI TUTTO. In noi la Follia esiste ed è presente come ragione che si basa su delle basi di giudizio e di assimilazione delle fonti di giudizio, del tutto nuova; il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare
tanto la ragione quanto la Follia, invece incarica una scienza, la psichiatria,
di tradurre la Follia in malattia allo scopo di eliminarla; il manicomio ha qui
la sua ragion d'essere visto che i ricoverati riescono ad "ANDARE
OLTRE" la normalità della visione comune percependo particolari non
evidenti immediatamente all'occhio umano; perciò essi se visti e valutati “DIVERSAMENTE” dal
comune aspetto diretto, vengono isolati e posti ai margini della società ad esempio
rinchiudendoli in particolari istituti o centri di isolamento. La Follia quindi ci aiuta a confrontarci con il nostro io tirando fuori la parte più creativa di noi stessi che
può essere per sempre assimilata in ogni suo aspetto per poi al bisogno, essere utilizzata e manifestata attraverso LE VIE DELLA SCRITTURA o tutto ciò che rende possibile farla emergere dalle profondità del nostro inconscio; Fede nei panni di Reeko cercando di scappare dalla sua triste
situazione causata dal drammatico incidente, ebbe bisogno di seguire così un’altra
strada ed istintivamente si chiese: E SE LA VITA FOSSE DENTRO DI NOI? E' da qui che iniziò la sua ricerca giornaliera nei meandri più nascosti del proprio ego che riuscirono a fargli vedere diverse prospettive della vita mai neppure affrontate in passato o comunque mai percepite con le attuali modalità e valori; dopo di ciò Federico riuscì ad evidenziarne la loro perfezione ed importanza nell'azione giornaliera attraverso il suo generar rima poetica riuscendo a crearsi un personale NUOVO ALFABETO DI VITA da poter adottare come nuovo rifermento alla basi della nostra azione quotidiana; tutto ciò portò Federico nelle vesti di Reeko, a compiere una NUOVA RICOSTRUZIONE DELLA PROPRIA VITA CHE SI BASAVA SU FATTORI DIVERSI DAL PASSATO E CHE SONO STATI IN GRADO DI CREARGLI UN EFFICACIE MEZZO DI DIFESA DALLE INSIDIE DELLA VITA VERSO IL RAGGIUNGIMENTO DEL PROPRIO MASSIMO LIVELLO DI FELICITA' CHE NON E' IN ALCUN MODO VINCOLATO DA FONTI ESTERNE VISTO CHE LE BASI SU CUI QUESTA NASCE SI INDIVIDUANO SOLAMENTE DENTRO DI LUI: LA FELICITA' INTERIORE ED IL RAGGIUNGIMENTO DEL COMPLETAMENTO ULTIMO DI SE STESSO. Arrivò per il cammino intrapreso in queste basi di riferimento, a costruirsi dei nuovi archetipi su cui basare la propria azione e con cui poter affrontare efficacemente e attraverso la nuova forza mai conosciuta e
percepita in precedenza, l'elaborare UN NUOVO ALFABETO DI VITA
con cui poter comporre e strutturare le proprie parentesi d'azione congetturate nella
presente condizione. La Follia è il vivere sinceramente delle nostre personali e più vivide passioni
esprimendole appieno dopo averle elaborate con profonda fantasia e poi espresse
attraverso l’arte di scrivere. Bisogna crearci in questa maniera una sorta di
“genialità d'intuizione” al fine di riflettere la stigmatizzazione sociale che
consegue sulla figura di un “malato mentale” perché esprime testimonianze,
immagini, film, canzoni o documenti al di fuori della norma e che desidero che
il medesimo sito venga alla fine considerato tale. Se ami pazzamente la vita che però può essere causa di problemi o impedimenti
vari, non è così lineare e agevole, riuscire ad attuare la Follia che permette
di CAMBIARE PROSPETTIVA DI VEDUTA ed indirettamente anche LE
EMOZIONI DI GIOIA E DI DOLORE
da essa generate. Una persona così può
ricavarsi dei PUNTI FERMI SU CUI APPOGGIARSI CHE SONO DEL TUTTO DIVERSI
DAL COMUNE
ma che nel particolare infondono il massimo senso di felicità e d'Amore. Ciò che più di ogni altra cosa identifica e evidenzia un Folle è la sua
GENIALITA', L'AGIRE SULLA BASE PIU' ISTINTIVA DEL PROPRIO EGO. Percepirsi e percepire esprimendo questo attraverso una penna in un
foglio o con uno strumento musicale, è il vero strumento che ci apre le porte ad un'altro mondo in una maniera che possa raccontarci come
se sembri che sia proprio tal gesto a parlare di persona; sono tali
circostanze che mostrano la parte nascosta dell'esistenza facendoci accettare LA CONSAPEVOLEZZA DELLA NUOVA CONDIZIONE; nonostante l’uso comune che tende a confonde facilmente Follia, pazzia e malattia mentale, non sono questi dei sinonimi.

ORIGINE DELLA PAROLA FOLLIA
La parola Follia deriva dalla parola latina "follis" che vuol dire "pallone". Con il tempo nell'evoluzione della lingua latina questa parola, viene sostituita da "fatuus", per intendere metaforicamente una "persona con la testa vuota"; da ciò ne deriva che il significato letterale di folle è "colui che ha perso la ragione"; questo per quanto riguarda il suo significato etimologico che Federico si sente adesso che è Follemente evoluto, di correggere con "colui che ha acquisito una ragione diversa"; ciò naturalmente nei limiti imposti dalla società dal punto di vista della correttezza e la possibilità legale e consueta ma che si basa su dei "Comandamenti superiori" solo nostri e seguiti i quali riusciamo a completarci al massimo. Nel Medio Evo la follia venne considerata come una forma di possessione da parte di spiriti maligni:
fu così che la gestione della malattia mentale, soprattutto femminile, passò dai medici alla Chiesa, o
meglio, ai suoi esorcisti e inquisitori. Ai folli veniva vietato l’ingresso nelle chiese e le persone
indemoniate, specialmente le donne, venivano bruciate sul rogo, come streghe. I malati mentali
venivano considerati indemoniati, perché la forza malvagia, insinuandosi negli umori, contagiava il
corpo: l'uccisione con il rogo o l'impalamento permettevano di distruggere il corpo dell'indemoniato,
così che l'anima, finalmente liberata, potesse salire fino a Dio.VI malati che, come si può intuire, si comportavano in modo bizzarro, strano e spesso con modalità aggressive (si pensi al comportamento antisociale del maniaco e dei sofferenti di disturbi di personalità), venivano aggrediti o derisi, oppure rinchiusi in carcere. La maggior parte delle persone detenute in prigione era in realtà affetta da gravi malattie mentali (in particolare venivano riconosciute quelle di cui aveva parlato Galeno: letargia, disturbi della memoria, sonnolenza, stupore, insonnia, mania, malinconia, melanconia d'amore, frenite, incubo, epilessia, spasmo). In questi luoghi di contenzione, oltre ai malati psichici si potevano trovare mendicanti, vagabondi, eretici, disoccupati, libertini, donne di facili costumi, ladri, criminali, alcolisti, ecc. Di fatto, in questi 'ospizi' non veniva offerta alcuna cura, alcuna assistenza: i detenuti erano anzi picchiati o frustati molto spesso. All’inizio del Novecento comparvero sulla scena la psicologia e la psicoanalisi, tuttavia continuava ad essere dominante la considerazione del solo aspetto organico della malattia mentale. Dato che il paziente veniva considerato irrecuperabile, in quanto condannato da un danno cerebrale, gli si precludeva qualsiasi possibilità di riabilitazione. Vennero introdotti nuovi trattamenti, come lo shock cardiaco e l’elettroshock. Contemporaneamente, iniziavano a diffondersi le teorie psicoanalitiche ed i relativi approcci psicoterapeutici. Si deve a Sigmund Freud (1856-1939) il tentativo di affrontare in altro modo il disturbo mentale, prestando attenzione al funzionamento della psiche del paziente. Nel 1952 furono sintetizzati i primi psicofarmaci, i neurolettici, che pur agendo solo sui sintomi della schizofrenia, aprirono nuovi orizzonti per un nuovo approccio alla cura. Con la successiva istituzionalizzazione rendeva, di fatto, priva di speranze la carriera del malato di mente: al disturbo originario si aggiungeva la malattia istituzionale, che derivava dalla lunga degenza e dalle condizioni di vita all’interno del manicomio. L’istituzione, che avrebbe dovuto curare, finiva in realtà per peggiorare ulteriormente la situazione del malato, privandolo totalmente delle proprie iniziative, della sua libertà e individualità, portandolo ad un completo decadimento delle abilità sociali. Cominciò dunque a farsi strada il movimento dell’”antipsichiatria”: alla base di questo modello della malattia mentale vi era il concetto di "violenza", che il malato subiva nei suoi contatti sociali, sin dalla più tenera età. Le ‘cure’ somministrate nei manicomi del tempo (dosi elevate di psicofarmaci, medicinali di nuova invenzione ed ancora in fase di sperimentazione, elettroshock, misure costrittive) vennero considerate forme di violenza sociale su persone fragili, che avevano già dovuto subire violenze da parte della famiglia e della società per il loro mancato adeguamento al conformismo sociale. L'antipsichiatria voleva invece tutelare i diritti di queste persone e lasciarle libere di esprimersi e di reinserirsi nel tessuto sociale. I manicomi, considerati centri di potere molto rilevanti nell'equilibrio della comunità locale, oltre che campi di manovre clientelari e serbatoi di voti (grazie al clientelismo delle assunzioni di un numero spropositato di addetti) dovevano essere aboliti. In Italia lo psichiatra Franco Basaglia (1924-1980), riteneva che una società più libera e giusta, avrebbe fatto diminuire anche la malattia mentale. Con la legge n. 180 del 1978, nota come Legge Basaglia, furono aboliti in Italia gli ospedali psichiatrici ed istituiti i servizi di igiene mentale, per la cura ambulatoriale dei malati di mente. Questo fece dell'Italia un paese pioniere nel riconoscere i diritti del malato. 

C'è stato qualcuno che addirittura scrisse un "Elogio della Follia": fu Erasmo da Rotterdam intorno al 1500; questa si tratta di  un'opera (regalata mi con grande gentilezza da Gemy stesso), che ha come protagonista la Follia stessa che fa un proprio Elogio e si presenta dal suo estremo negativo all'estremo opposto individuato come la FEDE IN ÇRISTO. che è "Follia della Croce" come San Paolo stesso definisce. La Follia per Erasmo da Rotterdam è quindi rivelatrice di verità; la Follia stessa dice: "in me non c'è posto per il trucco, non fingo con la mia espressione qualcosa di diverso da ciò che si nasconde nel cuore. A me è sempre piaciuto dire quello che ho sulla punta della lingua." E ancora, "chi va contro natura facendo mostra di capacità fittizie e forzando le proprie reali inclinazioni, riesce solo a raddoppiare il difetto"; "la via umana non è altro che un gioco della Follia."

BASI DI RIFERIMENTO TEORICHE
La teoria di Freud, centrata sulla scoperta di una zona profonda e oscura della mente, l’ INCONSCIO (costituito essenzialmente da forze, desideri e pulsioni di natura sessuale), e 
dell’azione condizionante dell’inconscio sul pensiero e sul comportamento, è
stata chiamata PSICOLOGIA ABISSALE o ‘DEL PROFONDO’, e si caratterizza per
essere una concezione dinamica e conflittuale della psiche: la psiche non è il
regno della mera coscienza, della pacifica luce della ragione e della
coscienza; la psiche è piuttosto un campo di battaglia dove si scontrano le
forze inconsapevoli e irrazionali di natura libidica (Libido= energia sessuale
che spinge verso la ricerca del piacere) con le forze della ‘coscienza morale’
(= l’insieme delle proibizioni che sono state instillate nell’uomo per via
educativa sin dai primi anni).
FOLLIA ≠ PAZZIA 
La parola ‘pazzia’ ha invece un’origine incerta, ma probabilmente deriva dal greco ‘pathos’, che significa sofferenza e dal latino ‘patiens’ (paziente, malato), concentrando dunque il significato sull’esperienza dolorosa anziché sulle bizzarrie e le stravaganze del folle. Il termine 'follia' è oggi assolutamente in disuso nel linguaggio scientifico, che preferisce usare i termini 'malattia mentale', alludendo a qualcosa di disfunzionale, rappresentabile secondo un particolare modello scientifico, che è quello della medicina clinica. La PAZZIA così differisce dal termine FOLLIA poiché quest'ultima non rappresenta una forma di malattia mentale ma bensì una DIVERSITA' MENTALE TESA A CONCEPIRE I VALORI PRESENTI SU DEGLI ALTRI ASPETTI CHE NON SI BASANO SU DEI RIFERIMENTI CONSUETI O COMUNI ONDE CUI NON POSSONO BATTEZZARCI CON IL TERMINE "PAZZO" O SIMILI, MA CON APPELLATIVI NON ESISTENTI E PER I QUALI SONO STATO IO, A CREARNE IL TERMINE PIU' O MENO E MEGLIO O PEGGIO UTILIZZATO IN PASSATO CON IL TERMINE DI "FOLLE".    
FOLLIA = INGEGNO
Molte ipotesi scientifiche inizialmente ritenute assurde, ad esempio, si sono poi rivelate grandi scoperte. Ciò spiega il passaggio da Follia a ingegno. Infatti la concezione di follia cambia a seconda di ciò che si considera ragione: si è folli in base al contesto storico, all’ambiente sociale e allo stile di vita. Io, Federico credo che l'uomo dentro di sé nell'interazione con il dolore e le difficoltà spontaneamente ed inconsciamente, è portato a difendersi come può in base al suo istinto più impellente; ho per questo creato la figura di Reeko trovando così una strada diversa ed ingegnosa per essere felice visto che quella diretta nella normalità dopo delle vicissitudini assai negative, era stata chiusa. Albert Einstein, il genio della relatività Albert Einstein
nasce a Ulma, in Germania, il 14 Marzo 1879 ed è stato un fisico e filosofo
della scienza naturalizzato statunitense. La sua grandezza consiste nell'aver
mutato per sempre il modello di interpretazione del mondo fisico riuscendo ad “ANDARE
OLTRE” le regole e le inviolabili legge postulate fino al suo tempo. Tra il
1905 e il 1913 Einstein pubblicò le teorie della relatività generale. Nel 1921
ricevette il Premio Nobel per la fisica per i contributi alla fisica teorica,la
sua fama dilagò in tutto il mondo soprattutto per la teoria della relatività,
in grado, per l'assoluta originalità, di colpire l'immaginario collettivo. La
fisica classica fino alla fine del XIX secolo, si era sviluppata sulle linee
guida tracciate dai suoi grandi padri; il primo, Galileo Galilei, aveva tracciato
la strada da seguire, ideando il metodo sperimentale e la teoria delle
osservazioni. Il secondo, Isaac Newton, aveva fondato su solide basi
matematiche questa scienza, elevandola al più alto rango. Tuttavia, alla fine
dell'ottocento, alcuni cruciali esperimenti di ottica e di elettrodinamica,
p.es. quello di Michelson e Morley, avevano fornito risultati inaspettati e di
difficile interpretazione. Nonostante i numerosi sforzi di una intera
generazione di fisici, le difficoltà apparvero tali da non poter essere
conciliate con i classici concetti di spazio e tempo enunciati da Newton.
Albert Einstein, nel 1905, si risolse ad intraprendere una nuova e
rivoluzionaria strada, che avrebbe cambiato le basi stesse della fisica, dando
origine allo sviluppo della fisica moderna. I concetti di spazio e di tempo nella fisica classica
erano considerati entità assolute. La distanza di un metro e l’intervallo di un
secondo misurati da una persona dovevano sempre corrispondere ad un metro e ad
un secondo per chiunque altro osservatore. Quindi grazie alla relatività Einsteiniana queste grandezze
hanno assunto valore relativo; ovvero una misura fatta da un osservatore in
quiete è diversa da quella fatta da un altro osservatore in movimento. Il
carattere assoluto della velocità della luce, la quale si propaga nel vuoto a
velocità costante (c), indipendentemente dal fatto di essere emessa da un corpo
in quiete o di moto. Einstein comprese che queste due scoperte, le quali
sembrano inconciliabili perché affermano rispettivamente il carattere relativo
ed il carattere assoluto del movimento, potevano essere conciliate fra loro
solo se si ammetteva che lo spazio ed il tempo non hanno gli stessi valori, ma
valori dipendenti dallo stato del sistema a cui si riferiscono. Ciò significa
che i valori dello spazio e del tempo cambiano quando si passa da un sistema di
riferimento ad un altro, per cui non si può parlare di contemporaneità fra due
avvenimenti che si verificano in sistemi diversi, di cui l'uno sia in movimento
rispetto all' altro. Questa teoria comportava conseguenze enormi nella
rappresentazione dell'universo, quali l'eliminazione della necessità di
ammettere l'etere come mostrato della luce, il ritardo degli orologi, la
dilatazione del tempo, la contrazione delle lunghezze e soprattutto la
relativizzazione della massa, cioè il fatto che la massa, anziché essere una
proprietà costante dei corpi, varia in dipendenza della velocità con cui i
corpi si muovono. Einstein espresse questa dipendenza nella celebre equazione
che pone l'energia (E) uguale alla massa (m) moltiplicato per il quadrato della
velocità della luce (c). E=mc2 Relatività generale Amplia il campo di interesse
in sistemi non inerziali, quindi uniformemente accelerati; qui non si hanno più
sistemi inerziali, ma sistemi di riferimento in moto accelerato. Si conclude
che un corpo dotato di massa ha la proprietà di curvare lo spazio-tempo attorno
ad esso, di conseguenza il corpo si muove sulle linee (geodetiche) di questo
spazio deformato. Un esempio può essere quello di mettere un pallone di 3 kg
(la famosa palla medica) su un tappeto elastico, il tappeto si deformerà perché
la palla è condizionata dalla gravità, esattamente come lo spazio soggetto ad
una massa. 

-FINIRE: CONTINUA!!!-
 

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