MOTIVI DI VISUALIZZAZIONE POETICA

Questo sito web mi rende felice
perché le mie passioni esprime
salendo per altissima appendice
in cui ogni mio dolore si reprime
arrivando a prospettiva che dice:
“si può ritrovare l’equilibrio in rime
che riesce a ripristinare d’attrice
la sicurezza e importanze prime?”

E’ così che dal dolore son passato
ad un diverso modo
di andar avanti,con ben definito
sistema in cui a lato
divulgo quel che mi ha insegnato
l’avere considerato
di aver atteggiamento privilegiato.

La situazione fisica ha migliori carature
in quanto migliorarla non posso,
ma son costretto in vita a delle brutture
che s’infrangono contro scoglio
del difficile mare in cui non ho stature.

Ecco il privilegio
che mi mette in continuo moto
per cui lo sfregio
diventa poi d’importanza vuoto.

Per risolvere le ferite la Follia è cerotto
che allevia della vita le fratture
riaggiustando poi quello che si è rotto
grazie a delle poetiche stesure
che ti rendono della vita d’Amor cotto.

COMMENTO:
se qualcuno si chiedesse perché Martinelli Federico ha messo alla luce tutto
questo lavoro che occupa quasi per intero tutto il suo tempo libero e gli spazi
che durante le attività lavorative e attività varie sono da lui gestibili a suo
piacimento, Reeko non poteva che rispondere a questa questione se non
attraverso la poesia; la forma poetica rende felice Federico perché libera la sua mole di pensare inconscio e
che quindi se non liberato attraverso una espressione pubblica o vocale o
scritta, può anche con il tempo solidificarsi generando peso che produce così
fastidio e fatica per essere sostenuto. Federico conscio di ciò, ha sempre
scritto nella sua vita e questo è stato fatto da lui in principal modo sempre
per mostrare e generare Amore verso gli altri. Federico nei panni di Reeko
partì dopo l’incidente (“dal dolore son passato”) a raggiungere “un diverso modo
di andare avanti”attraverso una maniera chiara e che lo riempie a pieno di grandissima
soddisfazione per ogni più piccola sua azione che viene compiuta.
La vita di Federico ormai non ha più possibilità concrete di un cambiamento strutturale che riporti tutto come una volta e lui
non può in alcun modo far qualcosa per modificare tale situazione che lo
costringe spesso a dover accettare a suo mal grado tutto quello che gli accade.
Tuttavia è proprio questo ciò che lui stesso definisce “il privilegio” di
azionare qualcosa di non  visibile all’interno
della propria testa che è in moto perpetuo e lo riempie di dinamicità senza
tregue alcune trascinandolo nella vita in un modo per cui “lo sfregio”, il
dramma dell’incidente che lo ha fatto sedere a vita su di una carrozzina, non
assume più alcuna importanza. E’ questo fatto che mostra allora come la Follia
di Reeko sia uno strumento (“cerotto”) che soccorre “le fratture” “riaggiustando
poi quello che si è rotto” ma non in un profilo fisico ma totalmente mentale ed
interiore attraverso versi poetici che ripristinano il disequilibrio mancante
nella vita di tutti i giorni.



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